Una settimana a Mantova
Un viaggio a 360 gradi che attraversa la città, l’acqua, i borghi, le Colline Moreniche e la grande pianura del Po.



La grande Mantova dei Gonzaga
Il viaggio inizia nel cuore monumentale della città. Piazza Sordello introduce al grande universo di Palazzo Ducale, al Castello di San Giorgio e alla celebre Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Dopo la visita, Mantova comincia a raccontarsi anche attraverso i suoi sapori. Nel pomeriggio il percorso prosegue verso Palazzo Te, dove il linguaggio visionario di Giulio Romano cambia completamente atmosfera: la Sala dei Giganti e la Sala di Psiche trasformano la visita in un’esperienza immersiva. La giornata può chiudersi con una passeggiata e una cena mantovana.

Il cuore di Mantova, passo dopo passo
Il secondo giorno è dedicato al centro storico da vivere lentamente. Dal Duomo di Mantova e Piazza Sordello si passa a Piazza Broletto e poi a Piazza delle Erbe, con la Torre dell’Orologio, la Rotonda di San Lorenzo e la Casa del Mercante. Pochi passi conducono alla grande Basilica di Sant’Andrea. Il percorso può continuare verso il Teatro Scientifico Bibiena, il Rio e le Pescherie di Giulio Romano. Se tempi e giorni di apertura lo permettono, si può aggiungere il Museo Storico dei Vigili del Fuoco. E poi una pausa, una bottega, una fetta di Sbrisolona: la parte più bella è anche lasciare spazio alla città.

L’anima d’acqua di Mantova
Dopo palazzi e piazze, il terzo giorno cambia prospettiva. Una navigazione sul Mincio permette di osservare Mantova dall’acqua, tra laghi, canneti e paesaggi naturali. Nei mesi estivi, quando la stagione lo permette, la presenza dei fiori di loto rende il paesaggio ancora più particolare. La giornata può continuare attraverso i sapori del territorio, come il luccio in salsa con polenta, e con una visita al Museo Diocesano Francesco Gonzaga.

Sabbioneta, la città ideale
Il quarto giorno porta fuori città verso Sabbioneta, l’altra anima del sito UNESCO Mantova e Sabbioneta. Si entra in una città progettata come un’idea rinascimentale diventata realtà: Teatro all’Antica, Palazzo Ducale, Palazzo Giardino e la straordinaria Galleria degli Antichi.

Grazie: fede, acqua e tradizioni
La giornata è dedicata a Grazie di Curtatone e alle Valli del Mincio. Nel Santuario sorprendono le statue votive polimateriche e il celebre coccodrillo sospeso nella navata. Fuori, il borgo racconta la tradizione dei Madonnari, mentre il paesaggio si apre sull’acqua e sulla natura delle Valli del Mincio.

Verso il Garda, tra borghi e colline
Il sesto giorno sale verso le Colline Moreniche. Prima tappa Castellaro Lagusello, poi Borghetto sul Mincio, tra acqua e antichi mulini. Nel pomeriggio si può raggiungere il Parco Giardino Sigurtà, entrando nell’area che guarda verso il Garda.

Il Grande Fiume e l’eredità di Matilde
L’ultimo giorno porta nell’Oltrepò mantovano, fino a San Benedetto Po e al Complesso Monastico Polironiano. Chiostri, basilica, refettorio e memorie di Matilde di Canossa raccontano secoli di storia, mentre l’intervento di Giulio Romano lega ancora una volta il territorio alla grande stagione rinascimentale mantovana. Fuori, il Po e la pianura aprono l’orizzonte.

Questo itinerario è solo il punto di partenza.
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